Torneo Internazionale di Scianco'-Verona

La squadra locale di Chinè ha partecipato anche quest'anno al Torneo Internazionale di Scianco'(lippa) che si è tenuto a Verona nell'ambito delle iniziative del Tocatì 2008. Nel suggestivo scenario della Piazza del Mercato Vecchio si sono fronteggiate dodci squadre provenienti dalle varie regioni e dall'estero. Presenti due squadre femminili che per la prima volta si sono confrontate nel torneo:la squadra della Catalogna e quella di Verona. Ospite d'onore la Scozia che ha offerto dimostrazioni di giochi di strada e si è esibita per le strade dlla città al suono delle cornamuse. Grazie Verona, grazie agli organizzatori della manifestazione, ai volontari dell'AGA Verona e a tutti quanti hanno contribuito all'niziativa. La nostra formazione composta da Gardoni Luciano, Riccardo Tuccori, Chiarini Stefano e Mencacci Francesco, si è distinta per la competenza, la grinta e una buona dose di fair play! Arrivederci all'anno prossimo.
II Gioco Del Chinè.

Il chinè è uno dei più antichi giochi di strada e dei giochi di strada ha tutte le caratteristiche: semplicità,essenzialità di elementi,capacità di aggregazione,competizione,prova di abilità, regole orali e variabili.
Alcuni studiosi lo hanno ritenuto un antenato povero del baseball perché ne contiene alcuni movimenti tipici e si basa su abilità fisiche ben precise:forza nel braccio,coordinamento oculo motorio,senso della misura e dello spazio.
Una volta lo si giocava nelle strade, nelle piazzette o sotto gli spalti delle Mura ma più frequentemente ci si ritrovava nella strada vicino a casa a fare lunghe partite che ci accendevano gli animi e spesso finivano in litigate e ralle( presa di giro) senza contare che spesso erano i vetri delle finestre che si affacciavano sulla strada ad accrescere la pericolosità del gioco.
Una certa dose di rischio c’era anche durante la partita, specialmente per i più piccoli o per i più lenti non era inevitabile sentirsi arrivare addosso il chinè lanciato con foga o nel tentativo di pararlo venire colpiti dal legnetto che sembrava un piccolo missile in corsa.
A Lucca il gioco era presente già nel Medioevo e ritenuto gioco illecito e rischioso alla stregua di molti altri allora in voga.
L’attuale denominazione di Chinè potrebbe farci pensare ad un francesismo del verbo chiner che significa vergare ancora nel campo della pura ipotesi il termine’Cambrì’ che spesso segue potrebbe anch’esso derivare da un influsso francofono nella nostra parlata riconducibile alla presenza dei Baciocchi nel territorio della lucchesia.
Come ogni gioco di strada aveva regole precise, fondamentali accanto ad altre transitorie e momentanee che dipendevano dai più grandi, dal più forte o dal più prepotente.
Il bastone per il tiro si faceva con un manico di granata( scopa) tra gli urli delle donne di casa che, pur sapendo la fine che avrebbe fatto, continuavano a lasciarla appoggiata al muro, incustodita e, noi, come razzi si scappava saltando gli scalini come il vento.
Nella nostra città si è giocato a chinè fino agli anni ’70 ancora emotivamente presente è il ricordo di quei tempi negli adulti e negli anziani che, per il secondo anno, si sono impegnati a gareggiare per il Trofeo di Chinè Lido Simonetti Città di Lucca.
Numerose sono le varianti nel gioco della lippa in altre regioni d’Italia ma rimangono identici dappertutto gli elementi fondamentali:i due bastoni,il tiro e la battuta.
La sincronicità del braccio e dell’occhio si acquista con l’allenamento e con la pratica continua,per questo motivo i giocatori di chinè si perdono volentieri a fare da addestratori ai ragazzi e alle ragazze che,timidamente incuriositi, chiedono di provare,li incoraggiano e li sostengono con pazienza,tutto questo favorisce l’apprendimento e facilità il rapporto intergenerazionale con reciproco beneficio.





-Regolamento-
dell'A.S. Chinè Lucca.

Una squadra di CHINE’ è composta da un numero indistinto di giocatori,
ma solo quattro per volta possono prendere parte alle diverse fasi della partita,
Il campo di gioco viene adattato in relazione agli spazi disponibili.
Se la gara si disputa in una piazza o in una strada viene disegnato un cerchio di m.1,50 di diametro (casa) dal quale vengono effettuati i tiri di battuta.
Se la gara si disputa su erba viene predisposta una piattaforma della stessa misura
ed una più piccola dalla quale eseguire i tiri liberi.
Se il campo di gioco deve essere delimitato nel senso della lunghezza, si otterrà il maggior punteggio possibile quando il chinè toccherà la linea di fondo campo.
Un bastone di cm 50 (bacchetta) ed un fuso di legno di cm.12 appuntito da entrambi
i lati (chinè) sono gli unici strumenti necessari per il gioco.
La bacchetta ed il chinè hanno un diametro mm.23/25 (manico di scopa).
Il gioco ha inizio con una squadra che - per sorteggio - batte e l’altra riceve(difende).
La squadra che riceve può disporsi sul campo come ritiene purché i giocatori
siano ad almeno m.6 dal cerchio ci battuta.
I riceventi possono utilizzare maschere, guanti e quant’altro a protezione della propria incolumità.
Il battitore deve alzare il chinè da terra con la bacchetta e colpirlo mentre si trova in aria.
Se non ci riesce ed il chinè ricade nella casa, il battitore non perde il colpo a sua disposizione, ma non la battuta.
Il battittore ha diritto a tre tentativi consecutivi.
Se il chinè non viene colpito e ricade fuori della casa, il battitore viene eliminato.
Si perde la battuta quando il chinè è completamente fuori del cerchio.
La riga che delimita il cerchio fa parte della casa.
E’ l’arbitro che autorizza la battuta.
I riceventi debbono cercare di prendere il chinè prima che questo tocchi terra.
Se vi riescono il battitore viene eliminato.
Qualora non vi riescano, il battitore posiziona la mazza sulla riga del cerchio di battuta più lontana dai riceventi e, dal punto in cui il chinè è stato fermato, uno dei riceventi conta tre passi nella direzione del cerchio di battuta e lancia il chinè.
Se questo tocca la bacchetta, il battitore viene eliminato.
Se il chinè rimane dentro il cerchio, il battitore ripete il tiro di battuta.
Ma se la squadra ricevente rimette il chinè nel cerchio per tre volte, il battitore viene eliminato.
Se il chinè rimane fuori del cerchio, il battitore ha diritto a tre tiri liberi
consecutivi senza che la squadra avversaria possa opporre difesa dal punto in cui chinè lanciato dal ricevente è ricaduto.
Dopo il terzo tiro la squadra che batte richiede i punti a proprio favore.
I punti sono calcolati sulla base della distanza che intercorre fra il chinè e la riga esterna che delimita il cerchio di battuta.
Ad ogni bastone corrisponde un punto.
Se la squadra che difende accetta la richiesta, il battitore acquisisce i punti per la propria squadra.
Se la squadra che difende non accetta la richiesta, si procede alla verifica da parte degli arbitri.
Se la verifica dà ragione al battitore, questi raddoppia i punti richiesti a favore della propria squadra.
Se la verifica dà ragione alla squadra che difende. Il battitore viene eliminato e la sua squadra non guadagna punti.
In questa fase sono i capitani a comunicare all’arbitro le decisioni vincolanti per la propria squadra, mentre tutti i giocatori – escluso il battitore - dovranno rimanere entro la linea dei sei metri.
Quando tutti e quattro i giocatori di una squadra hanno battuto, la gara procede a ruoli inversi.
La gara termina quando tutti i giocatori hanno effettuato il loro turno di battuta.
Vince la squadra che ha collezionato il punteggio più elevato.
In caso di parità vince la squadra nella quale milita il battitore che ha effettuato il punteggio più elevato.
I difensori non possono invadere la linea dei sei metri.
Se I difensori respingono il chinè, i tre passi prima del lancio vengono eseguiti dal punto in cui il chinè è stato toccato dal ricevente.
Durante la esecuzione dei tiri liberi, il battitore può adattare il chinè per la battuta successiva.
Il capitano della squadra può non essere un giocatore.
Il giudizio degli arbitri in qualsiasi fase della disputa è insindacabile e non suscettibile di ricorso.


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A.S. CHINE’ LUCCA FIG.est CONI.